La Termoterapia sulla vite da uva

La termoterapia rappresenta un’importante pratica per garantire la qualità, la vitalità e la garanzia del materiale di moltiplicazione della vite, ovvero barbatelle, marze e portinnesti.

Sin dal 1966 in Francia è stato messo in evidenza che tale trattamento è in grado di eliminare i fitoplasmi dal ‘legno’ di piante infette. Dopo anni di lavoro e di ricerca è stata scientificamente dimostrata l’utilità di sottoporre il materiale da innesto atto a divenire barbatelle di vite a un trattamento di termoterapia, per inattivare eventuali fitoplasmi presenti nella linfa nel materiale stesso, pur visivamente sano e per garantire una difesa contro fitoplasmi, batteri, insetti e funghi che minacciano la salute delle piante.

L’esigenza è emersa soprattutto dopo la diffusione della Flavescenza dorata, malattia virale della vite trasmessa da una cicalina, lo Scaphoideus titanus.

Un trattamento che utilizza un bagno d'acqua

La Termoterapia è una tecnica che utilizza un bagno di acqua calda: prevede l’immersione delle barbatelle in acqua calda ed è l’unico trattamento efficace riconosciuto dalla EPPO (European and Mediterranean Plant Protection Organization.

La procedura, nello specifico, prevede due vasche d’acqua a diverse temperature. L’apparecchiatura automatizzata, dotata di un pannello di controllo, regola accuratamente le temperature.

Nella prima vasca avviene un pre-riscaldamento a 30°C per 15 minuti;

nella seconda vasca, dove viene eseguito il termotrattamento, la temperatura è mantenuta costantemente a 50°C per 45 minuti, come stabilito da legge.

L’impianto utilizzato per la termoterapia deve rispettare standard precisi ed è fornito di sensori all’interno delle vasche atti a garantire un preciso monitoraggio della temperatura che dev’essere mantenuta costante e uniforme durante tutto il processo.

Alla fine del trattamento, viene prodotto un risultato grafico che mostra ed evidenzia i risultati ottenuti.

Idratazione pre-trattamento

Per ridurre l’eventuale shock termico a carico dei tessuti vegetali, prima del trattamento la barbatella deve essere sottoposta a un periodo di “ambientamento” per garantire uno stato di idratazione ottimale.

Quindi, durante le 8 ore precedenti alla termoterapia, è necessaria una fase di idratazione delle barbatelle e un successivo bagno in una vasca a 30°C per 15’ o, in alternativa, un periodo di conservazione della barbatella, nelle 12-24 ore precedenti, in un ambiente privo di refrigerazione e con elevata umidità. Prima del trattamento, inoltre, il materiale deve essere preparato e lavato, per rimuovere eventuali impurità

In seguito al trattamento è essenziale garantire un’adeguata fase di aerazione per permettere all’acqua in eccesso di evaporare e per consentire il raffreddamento graduale del materiale trattato.

Ultima fase

Infine le barbatelle vengono raffreddate a temperatura ambiente, messe nelle scatole e riposte nelle celle frigorifere per mantenere e preservarne la freschezza.

Per massimizzare l’efficacia del trattamento e ridurre al minimo le perdite, la termoterapia deve essere effettuata immediatamente prima dell’innesto per le marze e i portinnesti, ed in prossimità dell’impianto per le barbatelle.

L'efficacia del trattamento

È stato dimostrato che la termoterapia è efficace contro fitoplasmi, batteri, insetti e funghi della vite ed è molto utile per limitare la diffusione ed eliminare le malattie causate da fitopatogeni che si diffondono con la propagazione di materiale infetto, come la Flavescenza dorata e il Legno nero.

La termoterapia, se condotta correttamente e seguendo le linee guida stabilite, rappresenta sicuramente un’importante strategia per garantire piante forti e resistenti, con la riduzione del rischio di diffusione di patogeni e malattie.

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